Debichiru ~Devil Children~, il manga one-shot di Ozaki (Zetsuai 1989)

Debichiru Devil ChildrenIl numero di gennaio di Jump Square di Shueisha ha pubblicato il manga one-shot di “Debichiru ~Devil Children~” di Minami Ozaki, l’autrice del manga yaoi Zetsuai 1989 e pubblicato in Italia nel 2002 da Panini Comics.

La storia di questo one-shot si svolge in una scuola frequentata da persona con abilità speciali.

La novità di questo one-shot consiste nel fatto che questo titolo è rivolto ad un pubblico di ragazzi e non ragazze. L’autrice è nota per aver realizzato oltre al manga yaoi di Bronze anche i manga di Chuusei no Shoushi, l’opera con cui debuttò, Chūsei no Akashi, 3 Days, Zetsuai 1989 e Bad Blood e anch’essi erano rivolti esclusivamente ad un pubblicto femminile.

Nel 1992 Madhouse produsse BRONZE KoJi NANJo cathexis, la versione OAV della serie Zetsuai 1989.

L’adolescente Koji Nanjo, un cantante sulla cresta dell’onda, si sveglia un bel giorno a casa di uno sconosciuto. Koji scopre che il suo ospite è un ragazzo suo coetaneo, Takuto Izumi. Takuto ha trovato Koji ubriaco e svenuto in mezzo ai rifiuti, l’ha portato a casa propria e l’ha accudito sino alla quasi completa guarigione. La situazione si fa ancora più singolare quando Koji si rende conto che il suo primo incontro con Takuto risale in realtà a quasi sei anni prima. All’epoca Koji, un ragazzino di undici anni, aveva assistito per caso ad una partita di calcio giocata da alcuni suoi coetanei su un campo sportivo scolastico, ed era rimasto affascinato da uno dei giocatori: una bambina di nove anni dallo sguardo fiero ed aggressivo come quello di un felino, un concentrato di vitalità sensuale e provocatoria. Dagli altri ragazzi presenti alla partita Koji aveva scoperto il nome della ragazzina: Izumi. Comprensibile quindi che Koji resti sconvolto dallo scoprire che, all’epoca della partita di calcio, ci fu un malinteso: la “ragazzina” era in realtà l’undicenne Takuto, e i bambini che gli avevano indicato il nome si riferivano invece alla sorellina di quest’ultimo, Serika, di due anni più piccola.

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