Intervista a Nobuhiro Okaseko (Captain Tsubasa, Space Battleship Yamato)

Direttamente dal sito di Manga-news ecco l’intervista fatta a Nobuhiro Okaseko, noto a grande e piccini per aver curato i disegni e la regia di Captain Tsubasa (Holly & Benji, I due Fuoriclasse), Shin Captain Tsubasa (Holly e Benji: Sfida al mondo) e Uchû Senkan Yamato/Space Battleship Yamato (La Corazzata Spaziale Yamato), mentre era ospite d’onore alla scorsa edizione del Japan Expo Sud 2012, che si è tenuta lo scorso Marzo. Pensate, nonostante gl’impegni e il gran numero di persone che lo assediavano, è riuscito a rispondere alle domande che gli sono state fatte sulla sua prolifica carriera segnata dal calcio.

Manga-news: Ciao e grazie per questa intervista. Per iniziare puoi dirci cosa ti ha portato a lavorare nel mondo dell’animazione? Come hai iniziato ?

Nobuiro Okaseko: La scintilla che mi ha fatto scoprire il mondo dell’animazione risale al 1958, durante il periodo in cui nacquero gli studi Toei. Allora, nel periodo in cui non lavoravo, sostenni un esame per diventare un animatore. Inizialmente volevo diventare un mangaka, ma mio nonno, che stava lavorando alla Toei, mi invitò a tentare la fortuna. Ecco come ho iniziato.

Attualmente state lavorando per la Mushi Pro, lo studio d’animazione fondato da Osamu Tezuka. Com’è stato questo incontro? Che cosa ricordi di quegl’anni di lavoro con Tezuka?

Mentre stavo lavorando per la Toei, fu lanciato il progetto per l’adattamento ad anime di Saiyuki (Viaggio in Occidente), di cui Osamu Tezuka doveva essere il regista. Per me, che volevo diventare un mangaka, fu un onore straordinario poterlo incontrare. Quando lo incontrai discutemmo principalmente d’animazione. In seguito mi disse del suo desiderio di fondare uno studio d’animazione tutto suo e mi invito a partecipare! Ovviamente colsi l’occasione al volo, non potevo rifiutare una tale proposta da colui che era considerato un Dio vivente, e questo giorno rimarrà per sempre impresso nella mia memoria.

Voi avete lavorato su molti anime nati dall’adattamento di manga famosi creati da autori del calibro di Osamu Tezuka (Astro Boy), Go Nagai (Cutie Honey), Leiji Matsumoto (Uchû Senkan Yamato/Space Battleship Yamato). Come ci si sentiva nel sapere di dover adattare questi lavori realizzati da autori cosi popolari ? (gli stanno chiedendo se era sotto pressione nel realizzare questi anime)

Cercavo di non restare troppo sotto pressione, specialmente considerando che questi progetti erano veramente gratificanti come lavoro. Inoltre mi è stato concesso il permesso di esprimere il meglio di me, ed ero più eccitato che spaventato dalla sfida di realizzare questi adattamenti cosi differenti tra loro.

Durante la vostra carriera, voi avete lavorato su diverse serie calcistiche, da Akakichi no Eleven (Arrivano i Superboys di Ikki Kajiwara) fino a Moero! Top Stricker (L’école des champions/A tutto goal anime calcistico franco-giapponese sul mondo del calcio italiano), passando infine a Captain Tsubasa (Holly & Benji). E’ stato solo un caso o questa strada è stata scelta dal vostro amore per questo sport ?

All’epoca Akakichi no Eleven, era la prima serie sul calcio che veniva adattata ad anime. Dalla mia parte, c’era il fattore che nella mia giovinezza avevo praticato un sacco di sport e pertanto è stata un’idea abbastanza semplice realizzare i movimenti per animare il corpo dei calciatori, giacché avevo già delle idee di base sui movimenti che andava fatti. Ecco perché fui assunto per quella serie. Quando arrivò il turno della serie di Captain Tsubasa venni chiamato dalla direzione per l’animazione, a causa della mia esperienza, e lo stesso fu con Moero! Top Stricker.

Di Captain Tsubasa, qual’è stata la parte più difficile da trascrivere, rispetto al manga di Yoichi Takahashi ?

In realtà, i personaggi inventati dal signor Takahashi hanno delle proporzioni abbastanza unica e singolare, con una testa piccola e un grande corpo, ma è nel mondo dell’animazione è un altra storia, siccome devono rimanere uguali e nel riquadro! Cosi ho dovuto cambiare le proporzioni rispettando il lavoro originale. Inoltre, la serie si rivolge ad un pubblico abbastanza giovane, e quindi ho dovuto adottare un tratto più infantile, più carino. Il lavoro di chara design è stata la fase più difficile del processo di animazione per questa serie.

Da che cosa, secondo voi, è dovuto il successo di Captain Tsubasa in Giappone, cosi come nel resto del mondo ?

Se accantoniamo la popolarità dovuta al fatto che sia un manga calcistico, affermerei che sia dovuto alla complementarietà dei diversi personaggi, che sono tutti molto chiaramente identificabili, senza rubarsi la scena a vicenda. E poi c’è il motto ricorrente: “Il pallone è tuo amico”, che era molto importante e unificante per il successo della serie.

Di questa serie ricordiamo che ci sono state delle esagerazioni (campi da calcio lunghi 10Km, tiri inverosimili, azioni aeree, etc), che spesso facevano ridere. Al riguardo, qual’è stata la vostra opinione sulla realizzazione di questa serie ?

In un primo momento abbiamo voluto semplicemente accentuare la spettacolarità delle partite. Ma devo ammettere che dopo un pò, è stata una vera e propria escalation, con acrobazie, colpi incredibili… Quindi si, probabilmente senza dubbio abbiamo esagerato! (se la ride) Ma si suppone che il nostro obiettivo principale era rendere la serie interessante, anche oltre i confini della ragionevolezza. Forse una serie troppo realistica non avrebbe funzionato, chi lo sa?

Qualche anno dopo Captain Tsubasa, c’era stato Moero! Top Striker (A tutto goal), contenente gli stessi ingredienti. Come ha realizzato questo progetto, e come è stato invitato a partecipare ?

Il progetto è stato lanciato in Giappone da Nippon Animation. Il produttore della serie è stato uno dei miei ex allievi. Quest’ultimo mi ha parlato della serie e, essendo sul calcio, mi ha proposto di realizzarlo.

Quali erano i vostri contatti con i co-produttori francesi ? Ciò ha comportato qualche cambiamento nel vostro modo di lavorare ?

In realtà, non ho avuto molti contatti con gli stranieri. Tuttavia, ho dovuto adattare i disegni: nella prima versione, i personaggi erano in stile “manga”, molto più pronunciati, ma i produttori francesi volevano stare su uno stile più europeo. Cosi ho cambiato il disegno dei protagonisti in base alle loro richieste arrivando ai personaggi che conoscete. Successivamente, sono passato alla realizzazione, e ho quindi avuto meno vincoli da rispettare.

Oggi, quali sono i vostri progetti presenti e/o futuri ?

Attualmente sto lavorando su una nuova serie, sulla quale non posso purtroppo rivelarvi molto, se non che mi terrà occupato per molto tempo. Ah, e non sarà una serie di sport!

Dal suo punto di vista, dovuto alla sua esperienza, cosa ne pensa dell’evoluzione del mercato degli anime ?

Una volta, l’animazione era basata sulla trasmissione di tecniche, sulla formazione di nuove leve/arrivati, perpetuando in tal modo una certa eredità per il futuro. L’avvento della tecnologia informatica e dei parametri attuali e d’altre cose, come ad esempio i tempi di produzione sempre più brevi, non lasciano spazio per il concetto d’apprendimento, cosa che ritengo molto importante, addirittura indispensabile. Da parte mia, cerco di formare al massimo i novizi, ma trovo la cosa difficile a causa di tutti questi nuovi vincoli emersi negli ultimi anni. Per essere onesti, io on so come si evolverà il mercato nei tempi a venire. Ma credo che la cosa si chiuderà su se stessa e ciò beneficerà solo le persone già installate in essa, e questo, con tutta franchezza, m’infastidisce abbastanza.

Intervista-Nobuhiro-JES2012_05.JPG

La redazione di Manga-news ringrazia Nobuhiro Okaseko, il suo interprete e il team organizzativo del Japan Expo Sud. Io invece ringrazio quelli di Manga-news per aver pubblicato questa intervista.

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